Dott. Riccardo Simoni


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GIOCO D'AZZARDO

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GIOCO D'AZZARDO


SUPERENALOTTO



L'illusione di vincere una cifra così alta è un'illusione che rende felici anche se diventa una delusione. Il basso costo di una schedina del Superenalotto è ciò che permette di sognare ad occhi aperti: la sproporzione tra un euro per due colonne giocate e l'ipotetica vincita, tra il rischio e il beneficio quando il rischio è così basso, pone in una condizione irrealistica e illusoria che comunque porta a provarci, pur sapendo che una vincita è praticamente impossibile.
Giocare per vincere grosse poste incontra il nostro bisogno di riscattarsi e quindi di illuderci. Un aspetto tipico del nostro essere umani, del nostro atteggiamento mentale, spirituale. Un bisogno che diventa tanto più forte quanto la realtà è sconfortante. La gente tenta di trovare la soluzione dei propri problemi in una fortuita vincita al gioco quando questi sono in aumento, quando il momento è di maggiore difficoltà e va fuori dalla portata dell'individuo. E più aumentano le difficoltà sociali, più aumentano anche le persone che, invece di mettersi a lavorare duramente e a risolvere da soli i propri problemi, si affidano alla ruota del lotto, al gioco, alla vincita facile.
Certo, tanti milioni di euro risolvono un bel po' di situazioni, in un'epoca come la nostra dove il denaro e le cose possedute hanno un valore più grande di qualsiasi altro aspetto.
I soldi fanno sognare. Sono sogni illusori di un riscatto fittizio, di una libertà dal bisogno. Per questo chi ipotizza che cosa fare con una vincita tanto alta, prima di tutto pensa a lasciare il lavoro. Perché il lavoro è schiavitù, è dipendenza da qualcuno o qualcosa ed è il primo aspetto della vita quotidiana di cui desideriamo liberarci.
Già il fatto di avere in tasca una ricevuta della ricevitoria col sogno di una vittoria, crea l'illusione di diventare ricco come Bill Gates. È un'illusione che svanirà con i numeri non usciti sulle principale ruote, ma è un'illusione che costa poco, la delusione è poca cosa rispetto al vantaggio della speranza. Per questo in tanti comprano quelle schedine.
Sicuramente il ricorso al gioco può trasformarsi in patologia quando c'è un disturbo affettivo, quando si entra in uno strano meccanismo mentale che obbliga a cercare il dolore, il senso di colpa, l'autolesionismo di perdere tanti soldi nell'azzardo. Ma son casi patologici, il resto è un'illusione di poter cambiar vita. E se il rischio è così basso rispetto alla posta in palio, allora anche quella speranza ha un proprio valore positivo.


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